La politica agricola comune (PAC) si prefigge di assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori europei e una remunerazione equa agli agricoltori soprattutto grazie all'organizzazione comune dei mercati agricoli e al rispetto dei principi, fissati nella conferenza di Stresa del 1958, dell'unicità dei prezzi, della solidarietà finanziaria e della preferenza comunitaria.
La PAC costituisce una delle più importanti politiche dell'Unione europea (le spese agricole rappresentano circa il 45% del bilancio comunitario). La sua elaborazione è soggetta alla procedura decisionale che prevede la maggioranza qualificata in seno al Consiglio e la consultazione del Parlamento europeo.
La PAC ha soddisfatto il suo principale obiettivo, cioè garantire l'autosufficienza alimentare della Comunità europea. Tuttavia, sono necessari ulteriori orientamenti importanti per correggere gli squilibri e gli eccessi di produzione della PAC. I suoi obiettivi sono quindi cambiati nel corso del tempo e i suoi strumenti si sono perfezionati attraverso le successive riforme (riforma McSharry del 1992 e Agenda 2000, in particolare). L'ultima riforma, quella del giugno 2003, sottolinea un'evoluzione profonda della PAC e comporta i seguenti punti: un pagamento unico per azienda per gli agricoltori dell'UE, indipendente dalla produzione ("disaccoppiamento" dell'aiuto); la subordinazione di questo pagamento al rispetto di norme in materia ambientale, di sicurezza alimentare, di salute animale e vegetale e benessere degli animali ("condizionalità ambientale"); una politica di sviluppo rurale rafforzata attraverso la riduzione dei pagamenti diretti alle grandi aziende per finanziare la nuova politica in materia ("modulazione"); e un meccanismo di disciplina finanziaria destinato a subordinare a un massimale le spese di sostegno del mercato e degli aiuti diretti tra il 2007 e il 2013.
La riforma comprende peraltro una revisione della politica di organizzazione comune dei mercati della PAC. Sono stati riformati già numerosi settori: il tabacco, il luppolo, il cotone, l'olio d'oliva e lo zucchero.
Quando il termine è riferito alle operazioni di semina indica la protezione del terreno realizzata con diversi materiali coibenti, degradabili o no, scelti in relazione al costo ed alla facilità di reperimento (segatura stagionata, paglia, fogliame, stuoie, film di pellicola, teli di iuta, 'tessuto non tessuto', ecc.) allo scopo esclusivo di proteggere il seme dal freddo e dalla disidratazione del suolo.
Fruttificazione particolarmente abbondante. Riguarda soprattutto le specie arboree non coltivate.
Il passaggio agli acquiferi sottostanti dell'acqua in eccesso rispetto alla capacità di ritenzione idrica del terreno e per lisciviazione il trasporto di composti chimici mediante l'acqua di percolazione.
Nelle Angiosperme è un involucro che circonda i semi, derivante dalla trasformazione delle pareti dell'ovario dopo la fecondazione. Il pericarpo è formato da tre strati: epicarpo, mesocarpo (rispettivamente buccia e polpa nei frutti carnosi) ed endocarpo (il più interno a contatto con i semi). Può risultare secco, duro oppure fresco.
Gruppi di sostanze con spiccata attività antiossidante, presenti nell'olio di oliva extravergine, nel vino rosso, nella frutta, nella verdura (sopratt utto cipolle, agliacee, cavoli) e nel tè (soprattutto nel tè verde). Se ne parla da pochi anni, ma sempre di più sono al centro dell'attenzione dei ricercatori per il loro probabile effetto protettivo nei confronti di diverse malattie degenerative.
Ramo vigoroso che si forma sul fusto di alcune specie arboree ed arbustive quando si effettua il ceduo o il taglio a capitozza oppure in seguito agli incendi.
Quando si riferisce a determinati tipi di dormienza, indica il periodo necessario per rimuoverla. Se il termine è riferito alla lavorazione di frutti e semi indica il periodo in cui avviene la perdita naturale del contenuto d'acqua.
Sono coltivazioni foraggere erbacee fuori avvicendamento che occupano il terreno per un periodo superiore a cinque anni.Si ha il prato permanente quando il foraggio viene raccolto mediante falciatura. Si ha il pascolo quando, invece, il foraggio viene utilizzato, di regola, soltanto dal bestiame pascolante.
E' un principio legislativo in base al quale il produttore deve prevenire ogni possibile rischio dovuto alla diffusione del proprio prodotto.
Categoria di prodotti tipici o tradizionali che si caratterizzano per l'esiguità della produzione, per la mancanza di ogni disciplinare o protocollo e per l'estrema variabilità delle tecniche di produzione.
Con questo termine - cui si attribuisce un significato a valenza trasversale - si indicano i prodotti DOP e IGP; i vini DOC e DOCG ei vini IGT e i prodotti tradizionali agro-alimentari, sostanzialmente i prodotti meritevoli di riconoscimento comunitario per la cui realizzazione si usano materie prime di particolare pregio.
Prodotti agroalimentari le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultino consolidate nel tempo, omogenee per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni.(D.M. 18 luglio 2000).
Produzione di energia e di molecole di base per le industrie di sintesi tessili e farmaceutiche che assume i connotati di una nuova frontiera, analogamente a quanto avvenuto in passato per la produzione alimentare. Pur comportando in molti casi una sperimentazione di lunga portata, l'introduzione nel mondo agricolo di una nuova cultura energetica costituisce un approccio innovativo di rilevante significato.
Particolare interesse rivestono in quest'ambito le prospettive per la produzione di biodiesel, un carburante derivato dall'esterificazione nell'olio ricavato da specie oleaginose come il girasole, la colza, la soia; esso è simile al gasolio di origine fossile per proprietà fisiche e usi possibili, ma dotato di proprietà chimiche particolarmente apprezzabili sul piano dell'impatto ambientale, rinnovabile e ottenibile anche dal riciclaggio di oli vegetali esausti.
La produzione di beni non destinati all'alimentazione appartiene da sempre alle attività tipiche dell'agricoltura: basti ricordare la selvicoltura, la coltivazione di tabacco, di canapa e di lino, la produzione di lana, di coloranti e di cere. Anche l'utilizzo di combustibili di origine biologica, quali il carbone vegetale, il metanolo e l'etere di colza, e di oli vegetali nelle tecnologie della lubrificazione, delle vernici, dei detergenti, ecc., riveste numerose applicazioni da epoche non recenti.
Il nuovo contesto, caratterizzato da eccedenza strutturale delle produzioni agricole, problemi di inquinamento e di tutela ambientale, instabilità del mercato dell'energia, apre nuove potenzialità nell'impiego di prodotti di origine agricola.
-
4.03.10 RAI DUE
TG2
800 - 105166
Informazioni sulla rateizzazione delle cartelle esattoriali Inps.
Utili informazioni anche per i consumatori.




