Punto di raccolta di materiale (semi, colture cellulari, ma anche piante adulte, oppure frammenti di DNA) che rappresenta la variabilità genetica. Se si tratta di semi, la banca è costituita da una cella frigorifera mantenuta a temperature molto basse (da +4 a -20 gradi centigrafi).
Istituto di credito internazionale nato nel 1944 con il nome di Banca Internazionale per la ricostruzione e lo Sviluppo. Fino alla metà degli anni '60 ha sostenuto la ricostruzione dei Paesi Europei; successivamente ha concesso prestiti solo ai Paesi in via di sviluppo, sulla base di una solvibilità valutata in termini di capacità di esportazione - agevolando di fatto lo sfruttamento da parte dell'Occidente delle risorse di quei paesi. L'indebitamento che ne è derivato (v. FMI) si è trasformato in un cappio che ha impedito di fatto lo sviluppo reale delle economie del Sud del mondo, causando problemi sociali ed ecologici, talvolta guerre e l'instaurarsi di regimi totalitari.
Rappresenta la comunità degli organismi viventi (ovvero l'insieme di tutte le specie) che vive in un determinato ambiente fisico (biotopo).
Prodotti ottenuti col metodo dell'agricoltura biodinamica. Come per i prodotti biologici non si ricorre a prodotti chimici di sintesi ma si pone particolare attenzione ai cicli cosmici e si utilizzano speciali preparati dinamizzati secondo le teorie del filosofo austriaco Steiner che per primo propugnò delle teorie su questo tipo di agricoltura.
Abbreviazione per diversità biologica, essa rappresenta la variabilità tra gli organismi viventi che fanno parte, interalia, degli ecosistemi terrestri e acquatici e dei complessi ecologici di cui sono parte; la biodiversità si definisce a tre livelli: genetico (tutte le forme esistenti all'interno della stessa specie), di specie (la diversità tra specie differenti), di ecosistema (i diversi ecosistemi dove gli organismi vivono). La varietà degli organismi intesa sia nel senso delle varianti genetiche all'interno della stessa specie sia la varietà delle specie, dei generi, delle famiglie.
Segnali naturali che ci permettono di riconoscere il deteriorarsi degli equilibri naturali (per esempio la salute delle acque può essere controllata osservando flora e fauna acquatiche: con la crescita dell'inquinamento diminuisce la varietà delle specie).
Prodotti che possono avere ingredienti modificati dalla ingengeria genetica.
Utilizzazione integrata della biochimica, della microbiologia e delle scienze dell'ingegneria genetica per realizzare applicazioni tecnologiche partendo dalle proprietà dei microrganismi, delle colture cellulari o di altri agenti biologici. Si occupa cioè della produzione industriale di sostanze elaborate da organismi viventi, batteri, lieviti, cellule vegetali e animali. Le biotecnologie sono state definite secondo la Convenzione sulla Diversità Biologica come applicazione tecnologica che usa sistemi biologici, organismi viventi o loro derivati, per svolgere o modificare processi per un uso specifico. Nel settore forestale le biotecnologie sono riconducibili a tre aree principali: l'uso di metodi di riproduzione vegetativa, l'uso di marcatori genetici e la produzione di organismi geneticamente modificati (OGM) o alberi transgenici.
Si intendono le diverse caratteristiche fisiche e chimiche che contraddistinguono un ecosistema (clima, geomorfologia, idrologia, salinità delle acque, ecc.).
La BlueTongue (BT) o lingua blu è una malattia infettiva, non contagiosa, ad eziologia virale, trasmessa da insetti e colpisce gli ovini ed altri ruminanti domestici e selvatici.
Il virus della BT appartiene alla famiglia Reoviridae, genere Orbivirus, e ne sono conosciuti 24 sierotipi. Si tratta di una malattia ad andamento stagionale che compare nel periodo estivo.
Disseminazione operata dalla stessa pianta (autodisseminazione) at traverso l'espulsione, il lancio, dei semi a distanza.
Superfici coperte da alberi e/o arbusti forestali. Sono considerati boschi anche i terreni in cui il suolo, occupato dalle piante forestali, viene parzialmente utilizzato per le coltivazioni erbacee aventi carattere accessorio o marginale.
Sono compresi i vivai forestali situati in foresta destinati al fabbisogno aziendale, nonché le infrastrutture forestali (strade forestali, depositi per il legname, ecc.).
Rientrano in tale punto le fustaie, i cedui, la macchia mediterranea.
Quando il meccanismo di propagazione è di tipo agamico, cioè vegetativo. In questo caso la rinnovazione può essere esclusivamente di tipo naturale, in quanto basata su germogli (polloni) originati da gemme presenti alla base delle piante che si sviluppano dopo il taglio delle piante stesse. Dato che questa potenzialità non è generalmente presente nelle conifere (quali pini, abeti, cipressi, ecc.), i boschi cedui possono essere costituiti esclusivamente da latifoglie (quali querce, castagno, faggio, ecc.).
Quando il meccanismo di propagazione è di tipo gamico, cioè da seme. In questo caso la rinnovazione può essere naturale (le piante disseminano direttamente) o artificiale (le nuove piantine originate da seme sono prodotte in vivaio e poi piantate dall'uomo oppure è l'uomo che semina direttamente sul terreno).
Formazioni che si sono recentemente insediate nelle aree abbandonate dall'attività agricola o i cedui in conversione per invecchiamento a seguito della cessazione dell'ordinaria gestione con questa forma di governo e che sono ancora lontane dalla maturità.
Batterio di cui esistono in natura numerose varietà, capaci di produrre tossine letali per alcuni insetti. Il Bt non è normalmente tossico per i mammiferi, perché il loro ambiente intestinale è acido, mentre quello degli insetti è alcalino: per questo viene utilizzato in agricoltura biologica in una forma attenuata che rimane attiva solo per poche ore. Mediante manipolazioni genetiche è possibile inserirlo nel DNA delle piante (in particolare cotone e mais) per far loro produrre le tossine necessarie a combattere gli insetti più comuni. Talvolta però, come nel caso del mais StarLink, prodotto da Aventis, la varietà di Bt utilizzata produce proteine allergeniche per l'uomo.
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