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Passata di pomodoro, quella autentica
bottiglie di passata di  pomodoro
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8.06.06
Diletta Cherra

Il 15 giugno entra in vigore il decreto 17 febbraio 2006 del Ministero delle politiche agricole e forestali. Ecco le ultime novità della normativa sentito anche il parere del competente ufficio di coordinamento ispettivo dell'Ispettorato centrale repressione frodi.

Il 15 giugno prossimo entrerà in vigore il decreto 17 Febbraio 2006 dell'allora Ministero delle politiche agricole e forestali recante nuove norme sull'etichettatura della "passata di pomodoro", prodotto già definito con D.M. 23.09.05, che aveva stabilito le caratteristiche della vera "passata di pomodoro". In particolare dal 15 giugno dovrà essere indicata in etichetta la zona di coltivazione del pomodoro fresco utilizzato nella preparazione della passata. Addio alle falsificazioni facili.

Non ci saranno più dubbi nell'acquisto della passata di pomodoro. Dal 15 giugno prossimo infatti entrerà in vigore la nuova disciplina che stabilisce l'indicazione dell'origine della vera "passata" che, dal 06 ottobre 2005, come previsto dal D.M. 23.09.05, deve infatti essere prodotta esclusivamente con pomodoro fresco e non con concentrato diluito con acqua.

Il Decreto 23.09.05 aveva stabilito inoltre il valore del residuo ottico rifrattometrico, che dovrà essere compreso, per la vera passata, tra 5 e 12 gradi Brix ( il residuo ottico è importante perché, se elevato, sta ad indicare l'impiego di pomodori maturi e con un buon contenuto zuccherino, se basso, premia i prodotti scadenti) e i limiti del "conteggio Howard", cioè la conta delle muffe presenti, considerato che il pomodoro può subire un inizio di leggero ammuffimento sia sul campo sia dopo la raccolta, soprattutto se tenuto immagazzinato troppo a lungo prima della lavorazione.

Buone notizie dunque per il consumatore italiano che a partire dalla metà di giugno potrà, solo facendo attenzione alla denominazione, acquistare una "pummarola" autentica, senza più cadere nel rischio di comprare prodotti ottenuti da una diversa lavorazione del pomodoro o, ancora peggio, di acquistare passata di pomodoro spacciata per italiana ma ottenuta con pomodori esteri.

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