Il Consiglio europeo ha accolto il Libro verde sull'energia della Commissione europea. Tra gli elementi chiave individuati dal documento per una strategia energetica europea, un maggiore utilizzo dei biocarburanti nei trasporti e la promozione dell'uso delle biomasse a fini energetici.
Via libera al Libro verde sull'energia della Commissione europea. A deciderlo è stato, recentemente, il Consiglio europeo che accogliendo l'ambizioso documento della Commissione ha di fatto mosso il primo verso la definizione di una politica energetica comune a tutti gli Stati membri dell'Ue.
Tra gli elementi chiave di tale strategia vi è soprattutto l'obiettivo "di espandere l'utilizzo dei biocarburanti nel settore dei trasporti, con la prospettiva di aumentare entro il 2015 la proporzione di utilizzo sino all'8%, attraverso un dialogo costruttivo con il settore petrolifero e accordando il massimo sostegno a ricerca e sviluppo dei biocarburanti di seconda generazione (con caratteristiche ecologiche migliori rispetto al biodiesel e al bioetanolo ndr)".
Ma nella visione della Commissione la futura politica energetica dell'Europa deve anche puntare a "promuovere l'utilizzo delle biomasse per favorire la diversificazione delle fonti di approvvigionamento in carburanti dell'Ue, per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, per creare nuove fonti di reddito e di occupazione nelle zone rurali", il tutto individuando tre settori di riferimento quale riscaldamento, elettricità e trasporti".
E proprio sull'uso delle biomasse come fonte energetica alternativa, la Commissione ha infatti scommesso già da tempo, stanziando ben 38 milioni di euro del sesto programma quadro a finanziamento di una serie di ricerche dirette a far decollare l'uso della biomassa a fini energetici, sola fonte rinnovabile per cui sono state disattese le previsioni di crescita.
Il Consiglio ha auspicato che "tutti questi aspetti siano oggetto di una strategia a lungo termine in favore delle biomasse che dovrà andare al di là del 2010", un obiettivo da raggiungere anche "riducendo gli ostacoli legislativi ed amministrativi che impediscono l'espansione delle energie rinnovabili, facilitandone l'accesso alle reti, riducendo le formalità burocratiche e garantendo la trasparenza, l'efficacia e la sicurezza della politiche di sostegno".
Per Confagricoltura quanto deciso a Bruxelles rappresenta "un passo avanti per gli agricoltori, che - si legge nella nota dell'Associazione - valutano positivamente l'esito del Consiglio europeo.