Luca Zaia nasce a Conegliano, in Provincia di Treviso, il 27 marzo 1968. E' sposato con Raffaella.
Si diploma alla Scuola Enologica "Giovanni Battista Cerletti" di Conegliano, la prima scuola enologica d'Italia e una delle più antiche d'Europa che, tra i primi diplomati, vanta Vittorio Ronchi, Alto Commissario dell'Alimentazione nei Governi De Gasperi, e, tra i fondatori, annovera il luminare dell'enologia italiana Giovanni Battista Cerletti e il Ministro del Governo Sonnino, Luigi Luzzati.
Nel 1993, all'Università degli Studi di Udine, si laurea alla Facoltà di Medicina Veterinaria, completando il corso in Scienze della Produzione Animale e, successivamente, frequenta il programma di formazione manageriale del bocconiano Mario Unnia, esperto di management e strategia aziendale.
LUCA ZAIA, MANAGER PUBBLICO
Nel 1995 è Assessore all'Agricoltura alla Provincia di Treviso e, nel 1998, diviene il Presidente di Provincia più giovane d'Italia. Lavora in molteplici comparti: dall'agricoltura alla sicurezza, dal turismo all'istruzione.
La sua carriera di manager pubblico lo vede in prima linea nell'implementazione dei principi di economicità, che si concretizzano in progetti di "decision-making process" come nel caso della definizione del Piano Strategico della Provincia di Treviso, il progetto di master planning che ha coinvolto le più importanti città d'Europa (Barcellona, Francoforte, Glasgow, Lione, Stoccolma, Siviglia, Valencia).
Nella Marca, Zaia avvia il progetto pilota nazionale ed europeo di sicurezza stradale, che ha permesso alla Provincia di passare da detentrice del primato italiano di incidenti a provincia che nel più breve periodo è riuscita a ridurre di 2/3 le vittime della strada. Grazie alla campagna di sensibilizzazione di sicurezza stradale, la Marca è stata insignita di numerosi riconoscimenti internazionali.
Dalla promozione per la costituzione del Consorzio di tutela del Radicchio di Treviso e Castelfranco Veneto alla fondazione del primo corso di laurea in Enologia del Paese, fino alla predisposizione del master plan di successo della Provincia, Zaia ha fatto della valorizzazione e del sostegno delle identità territoriali la sua missione.
Non a caso, una delle deleghe conferitegli dal giugno 2005 fino al maggio del 2008, quando ricopriva la carica di vicepresidente della Giunta Regionale del Veneto, è stata proprio quella "all'identità veneta". Zaia è stato Assessore regionale alle politiche del turismo e al commercio estero, alle politiche dell'agricoltura e zootecnia, al piano di sviluppo rurale, al programma comunitario LEADER, all'economia e sviluppo montano.
LUCA ZAIA, MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
Dall'8 maggio 2008 Zaia ricopre l'incarico di Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali nel IV Governo Berlusconi.
Obiettivo primario della sua azione politica è riportare al centro del dibattito, nazionale ed internazionale, i valori dell'agricoltura e dell'economia reale.
Per questo, sin dall'insediamento, è impegnato in prima linea nel confronto negoziale con l'Unione Europea. Bruxelles diviene la sua seconda casa. Grazie a questa puntuale presenza, l'Italia ha ottenuto dall'Europa oltre 4 miliardi e 300 milioni di euro, da investire in innovazione, qualità ed aggregazione e in misure per favorire il ricambio generazionale e il ritorno dei giovani alla terra.
A livello internazionale, dopo la nomina di Zaia, l'Italia organizza e accoglie il summit di Venezia sulla pesca, il vertice di Verona sul tabacco e il primo G8 agricolo di Cison di Valmarino in provincia di Treviso.
Il risultato più evidente dell'impegno del Ministro in sede UE è stato il negoziato per la riforma della Politica Agricola Comune (PAC). L'Italia è riuscita a raggiungere gli obiettivi che si era prefissata su tutte e quattro le tematiche al centro del negoziato: il futuro delle quote latte; la modulazione (ossia il trasferimento delle risorse dagli aiuti diretti allo Sviluppo Rurale); le misure di sostegno per problematiche settoriali o regionali (articolo 68) e il recupero dei fondi non utilizzati.
La risoluzione della questione delle quote latte, che si trascinava da un quarto di secolo, è una delle grandi battaglie vinte dal Ministro, prima in sede comunitaria e poi a livello nazionale. A causa della quota insufficiente assegnata al nostro Paese 25 anni fa, l'Italia ha pagato all'UE 2.492 Mln di euro. Ammonta a 1 Mld e 671 Mln di euro, invece, ciò che lo Stato deve ancora riscuotere. Il Ministro ha chiesto e ottenuto dall'Europa l'aumento di produzione dell'1% annuo e la possibilità, esclusiva per l'Italia, di utilizzare l'incremento di quota complessivo (617.000 tonnellate) già a partire dalla prossima campagna. Il 30 gennaio 2009, il decreto sulle quote latte è stato approvato all'unanimità dal Consiglio dei Ministri ed è confluito poi nel maxiemendamento al Decreto legislativo sulla competitività approvato il 2 aprile scorso. Dal 9 aprile 2009 è quindi entrata in vigore la legge n. 33, che prevede "Interventi urgenti in materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario". Il provvedimento si basa su tre principi fondamentali: non aumentare la produzione di latte per preservare i prezzi; non realizzare una sanatoria per chi in questi anni ha sforato la propria quota, bensì una rateizzazione onerosa, e sostenere economicamente le aziende che si sono indebitate per acquistare le quote.
Con il primo vertice dei Ministri dell'Agricoltura G8 della storia, svoltosi a Cison di Valmarino (Treviso) dal 18 al 20 aprile 2009, i Ministri del G8, insieme a quelli del G5 - Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica - ad Argentina, Australia ed Egitto restituiscono centralità alla produzione agricola e, in questo senso, l'Italia ha svolto un ruolo centrale, proponendo un modello produttivo che sia al passo con il mercato globale, ma che preservi al contempo le singole identità produttive. I partecipanti siglano una Dichiarazione finale, che stabilisce nuovi importanti indirizzi d'azione in fatto di lotta alla speculazione, difesa delle identità produttive nel rispetto del libero mercato, centralità della produzione agricola, miglioramento dell'efficienza delle filiere agroalimentari, rafforzamento del ruolo delle famiglie agricole e dei piccoli agricoltori, migliore accesso alla terra, potenziamento del ruolo delle donne e promozione del ricambio generazionale. Alla riunione hanno partecipato inoltre la Commissaria UE all'Agricoltura Mariann Fischer Boel e il Ministro dell'Agricoltura della Repubblica Ceca e Presidente di turno del Consiglio dell'Unione Europea, oltre alle principali istituzioni internazionali: Banca mondiale, Fao, Ifad, OCSE, Pam, la Task Force di Alto Livello sulla sicurezza alimentare mondiale delle Nazioni Unite e l'Unione Africana.
È stato definitivamente avviato il programma Rete Rurale Nazionale, nel cui contesto è stata organizzata una Conferenza internazionale, la prima nel suo genere, svoltasi a Treviso il 7 e 8 ottobre 2008, dal titolo, "Le nuove sfide dello sviluppo rurale, tra Health Check e riforma del bilancio UE".
Le trattative europee del Ministro Zaia portano anche un altro risultato importante: l'implementazione dei fondi destinati dall'Europa all'Italia per gli aiuti all'indigenti, pari a 129,2 Mln di euro, il doppio rispetto ai fondi attribuiti per il 2008 (circa 66,4 Mln di euro).
Per tutelare l'ambiente e per favorire un miglior coordinamento all'interno della Comunità Europea, Zaia ha proposto una task force tra le forze dell'ordine dei Paesi dell'area mediterranea, maggiormente a rischio d'incendi, pronta a intervenire in caso di emergenza.
Il Ministro inaugura la stagione della tolleranza zero verso chi commette frodi alimentari. Attiva una più fitta rete di controlli e una più intensa collaborazione fra le forze dell'ordine. Da settembre 2008 a maggio 2009 sono state portate a termine 27 maxi-operazioni di sequestro di prodotti scaduti, in cattivo stato di conservazione o di cui nessuno sapeva l'origine né il contenuto.
Accanto all'intensificazione di controlli, Zaia lavora ad un Disegno di legge ad hoc che nell'ambito di un complessivo rafforzamento della competitività del settore alimentare (attualmente il DdL è all'esame della Camera dei Deputati - A.C.2260), contiene nuove norme sulla obbligatorietà dell'indicazione dell'origine in etichetta per prodotti alimentari non trasformati e per prodotti trasformati. Si fa portavoce della filosofia del "non indurre in errore". La nuova normativa sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari avrà anche una funzione deterrente dei comportamenti commercialmente o legalmente scorretti a danno dei consumatori.
Il Ministro lavora per razionalizzare le filiere agroalimentari e ridurre la loro lunghezza, a vantaggio dei consumatori e dell'ambiente. E a proposito di ambiente, su iniziativa di Zaia, viene sospeso per un anno l'uso dei neonicotinoidi (concianti per i semi e probabile causa della moria) e si introduce, nella manovra Finanziaria 2009-2011, il fondo di 2 Mln di euro per il settore, (fondo che era stato eliminato per motivi di bilancio).
A difesa dell'ambiente dei singoli territori, sotto la guida di Zaia, la Conferenza Stato-Regioni sigla un'intesa per il riordino dei Consorzi di Bonifica, intesa che al meglio risponde alle esigenze dei singoli territori.
Da maggio 2008 è stata ottenuta la registrazione comunitaria di quattro nuove Dop e quattro nuove Igp.
Il Ministro avvia, all'interno del Ministero, un profondo riassetto delle politiche relative al personale. Attiva, per tutti gli uffici, la rilevazione della contabilità economica, perché i costi della struttura siano rilevabili, aggregabili e conoscibili. Da giugno 2008 a marzo 2009, si ottiene una riduzione media di oltre il 50% del numero delle assenze dal servizio del personale ministeriale; nel mese di febbraio 2009, con il 56,9% di abbattimento delle assenze, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è stato indicato come l'amministrazione dello Stato con il maggiore recupero di presenze. Verranno eliminati una direzione generale e 8 uffici dirigenziali di II fascia, che determinano maggiori oneri in termini di spesa corrente. Nel dicembre 2008, viene varato per la prima volta il "Piano triennale dei costi", con il quale sono stati fissati obiettivi di risparmio fino al 2011 e che ha consentito, già a partire dal 2008, un risparmio medio di 2,5 Mln di euro annui. Vengono ridotte le auto blu, i cui costi di gestione sono diminuiti di 122.000 euro. Dal dicembre 2008 è stato avviato il riciclaggio di tutta la carta che viene consumata nelle stanze ministeriali: nei primi quattro mesi di raccolta sono stati recuperati 48 quintali di carta avviata al riciclo. Son state informatizzate molte procedure e, da agosto 2008, il Ministero ha la sua rete intranet. A 100 anni dalla sua fondazione, inoltre, è stata avviata la ristrutturazione dell'intero Palazzo dell'Agricoltura, nel segno dell'efficienza, della sicurezza e del risparmio energetico.
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