Una ricerca dekka Heart Foubdation definisce l'uovo "parte essenziale di una alimentazione salutare". L'unico accorgimento, un consumo massimo di 3 uova a settimana per non superare i valori giusti di colesterolo
Si potrebbe quasi parlare di "uovo della discordia" pensando alla lunga polemica che da anni divide i nutrizionisti-detrattori e sostenitori di questo nobile alimento, diviso tra le accuse per il suo elevato contenuto di colesterolo e le lodi per le sue eccezionali proprietà nutritive. A mettere un termine a questa diatriba potrebbe però essere una recente ricerca dell'australiana Heart Foundation che definisce l'uovo come "parte essenziale di una alimentazione salutare", a patto però che se ne faccia un consumo equilibrato e contenuto.
Quello ottimale dovrebbe prevedere infatti 2 o 3 uova alla settimana, consumate però una alla volta per non superare il tetto massimo giornaliero di colesterolo, pari a 300 milligrammi. Accanto a proteine (7 grammi, il contenuto medio di un uovo), vitamine e minerali, le uova sono infatti ricche in grassi, metà dei quali saturi, nocivi per il sistema cardiovascolare perché legati alla produzione di colesterolo cattivo Ldl nel nostro organismo, e metà insaturi, utili per ridurre il livello di Ldl nel sangue.
Un rapporto, quest'ultimo, che ultimamente, grazie soprattutto alla selezione del mangime e delle galline, si è riusciti però a modificare a favore dei grassi saturi (si è arrivati al 60% contro il 40% degli insaturi) rendendo così questo alimento ancora più sano e benefico. Un risultato davvero importante dunque in termini di alimentazione ma anche determinante per le ricadute sui consumi, che in Italia hanno visto, nel 2003, un consumo medio di 218 uova pro capite, per un totale di 808 mila tonnellate prodotte.
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1.07.09 RAI DUE
TG 2 - Etichettatura olio
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