Produzioni zootecniche
I salumi nel 2008
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22.06.09

All'Assemblea Assica presentati tutti i dati del 2008 del settore dei salumi italiani: sale il fatturato (+1%), piccolo calo della produzione (-0,7%), export in crescita (+0,3%) nonostante la crisi internazionale. Sono 31 i salumi italiani che hanno ottenuto gli ambiti riconoscimenti Dop e Igp.

Il mercato italiano dei salumi sta vivendo una fase di transizione. In un periodo complesso come l'attuale, il settore mostra una sostanziale tenuta. Un segnale importante a fronte di dati economici generali purtroppo ricchi di segni meno. L'attivo commerciale del settore ha, quindi, registrato un ulteriore anche se leggero miglioramento, passando da 679 a 682 milioni di euro (+0,5%). Sono questi alcuni dei dati di cui si è discusso durante l'Assemblea annuale di Assica (Associazione industriali delle carni), che si è tenuta a Roma presso l'Accademia di Francia lo scorso 18 giugno.
La qualità dei prodotti, come noto, è anche il principale fattore di successo dei salumi italiani all'estero. La globalizzazione dei mercati, pur rallentata dalla crisi, rimane la realtà con cui le aziende devono sapersi confrontare. Rappresenta per il settore la principale opportunità di crescita e, al tempo stesso, una fonte di minacce per l'aumento della concorrenza legata anche (ma non solo) ai noti fenomeni di contraffazione e agro pirateria.
Nel complesso dei dodici mesi la produzione di salumi (compresa la bresaola) si è fermata a quota 1,169 milioni di tonnellate con una flessione -0,7%; il fatturato, invece, ha fatto registrare un discreto miglioramento: 7.578 milioni di euro (+1%).
La struttura dei consumi interni vede sempre il prosciutto cotto al primo posto con una quota pari al 24,8% del totale dei salumi (era del 25% nel 2007), mentre quella del prosciutto crudo scende di un decimale al 21,8%, così come quella del salame all'8,5%. Sale invece al 20,4% la quota di consumi di mortadella/wurstel, mentre quella di "altri salumi" si conferma al 23,2%.
Hanno chiuso in lieve aumento un contrastato 2008 le esportazioni italiane di salumi. Nel periodo gennaio-dicembre sono state inviate all'estero oltre 106.200 tonnellate di prodotti della nostra salumeria (+0,3%) per un corrispettivo di circa 832 milioni di euro (+1,5%).
All'interno del mercato unico, hanno evidenziato un deciso calo sia in quantità (-6,7%) sia in valore (-6,2%), le esportazioni verso la Francia, che ha così perso il proprio ruolo di principale piazza di destinazione per i nostri salumi in termini di volumi. Negativa è risultata anche la performance verso la Germania (-2,6%, in quantità e -1,3% in valore) che, però, grazie alla contrazione registrata dalla Francia, è divenuta nostro principale partner commerciale anche in termini di volumi oltre che di fatturato. Positivo, nonostante la svalutazione della sterlina nei confronti dell'euro che ha reso i nostri prodotti meno convenienti, è stato il trend delle quantità esportate verso il Regno Unito (+1,4% per circa 9.850 tonn.). Molto buona si è rivelata la dinamica degli invii verso l'Austria (+9%) ancora trainati dall'aumento di prosciutti crudi e speck; la Spagna (+18,8%) riconducibile all'ottimo andamento della mortadella (+27%); la Grecia (+5,9%); i Paesi Bassi (6,8%) e Malta (+40,3%). Ancora in crisi, fra i principali mercati, sono risultate, invece, le esportazioni verso il Belgio (-4,3% in quantità ma +5,2% in valore), confermatosi, comunque, saldamente al quinto posto fra i nostri destinatari.
Le esportazioni verso i paesi extra Ue hanno sfiorato le 21.400 tonnellate (+1,8%) e i 174 milioni di euro (+6,1%). Tra i Paesi terzi, si segnalano gli aumenti di Svizzera (+4,2% in quantità e +15,8% in valore); Croazia (+4,0% e -1,1%); Bosnia (+44,2% e +60,3%) e Canada (+29,5% e +32,8%). Hanno chiuso in aumento anche le spedizioni verso il Libano (+1,3% in quantità e +13,7% in valore), e quelle verso le principali economie dell'America Latina in particolare Brasile (+63,1%) e Argentina (+27,4%).
Per quanto concerne i mercati in flessione, hanno mostrato un calo gli invii verso gli Usa (-0,7% in quantità ma +0,8% in valore), Giappone (-12,3% e -7,9%), Federazione Russa (-5,1% e -3,1%) e Hong Kong (-10% e +5%).
A fronte di questo trend lievemente positivo in quantità delle esportazioni, le importazioni, per il secondo anno consecutivo, hanno evidenziato un risultato negativo in quantità (-1,5%), ma positivo in valore (+6,4%).
L'attivo commerciale del settore ha registrato un leggero miglioramento, passando da 679 a 682 milioni di euro (+0,5%).
L'Italia è il primo Paese in Europa per tipicità: ben 31 salumi italiani hanno ottenuto gli ambiti riconoscimenti Dop e Igp. Nell'ambito della salumeria i prodotti italiani costituiscono il gruppo più numeroso, rappresentando più del 33% del patrimonio di prodotti carnei tutelati dall'Unione europea.
Questi riconoscimenti testimoniano che l'Italia è il Paese che può offrire la più ampia varietà di salumi pregiati e di qualità.